Nota sull’esercizio dello IUS VARIANDI ex art.1453 c.c. comma secondo

Con una sentenza le Sezioni Unite hanno finalmente dato un’interpretazione univoca al principio dello IUS VARIANDI ex articolo 1453 c.c. secondo comma. La sentenza (Cass. civ., Sez. un., 11.04.2014, n. 8510) ha affermato infatti che la parte che, ai sensi dell’art. 1435 c.c. secondo comma, richieda la risoluzione di un contratto per inadempimento nel corso di un giudizio promosso  per ottenere l’adempimento, esercitando così lo ius variandi, può domandare sia la restituzione della prestazione eseguita che il risarcimento dei danni derivanti dalla cessazione degli effetti del regolamento negoziale. L’importanza della sentenza risiede infatti nel sancire come legittimo il diritto della parte che, avendo proposto un’azione in senso manutentivo degli effetti del contratto, decida in corso di giudizio di cambiare in senso risolutivo dello stesso proponendo solo in questo frangente ex novo la richiesta risarcitoria. Questo delicato aspetto delle questioni risarcitorie ha per molto tempo spaccato in due la giurisprudenza con orientamenti antitetici: uno favorevole a questa interpretazione (definito estensivo) e l’altro contrario (definito restrittivo).

Nota sull’esercizio dello IUS VARIANDI ex art.1453 c.c. comma secondoultima modifica: 2014-06-05T12:32:53+00:00da postiglionemar
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